La workstation per fare render? Ecco la mia guida.

andrea ursini workstation per render
Riuscire a gestire software di modellazione tridimensionale, editing e software di calcolo su una workstation adeguata diventa fondamentale.

Quando si lavora in ambito architettonico ed ingegneristico, riuscire a gestire software di modellazione tridimensionale, editing e software di calcolo su una macchina adeguata diventa fondamentale per la buona riuscita della pratica professionale, e della propria salute psicofisica.

Eh sì, hai letto bene, parlo anche di salute psicofisica perchè ripenso alle crisi di nervi scampate per miracolo durante i miei anni di studi universitari.

Mi tornano in mente quelle volte che, all’alba, dopo un’intera nottata passata a lavorare su disegni 2D e retini di riempimento oppure su modelli BIM pesantissimi, vedevo svanire l’intero lavoro dopo una bella schermata blu (quanto ti ho odiato mio caro windows ❤ ).

E’ successo anche a te, vero? E scommetto che è successo anche a molti altri tuoi colleghi o conoscenti.

Dobbiamo "capire" la nostra workstation

Il problema fondamentale è uno solo (o meglio, ne sarebbero tantissimi, ma oggi ne affronteremo solo uno): la macchina col quale lavoriamo.

Tutti noi amiamo i nostri laptop oppure i nostri PC desktop ma spesso, loro malgrado, ci tocca martoriarli e spremerli fino all’ultimo Megabyte di RAM per poter rispettare quella determinata scadenza.

Tutto ciò diventa molto più difficile se non si ha una macchina in grado di soddisfare le nostre esigenze da professionisti multitasking, e che utilizziamo la nostra macchina in maniera continua e compulsiva.

Oggi voglio parlarvi appunto di questo: come scelgo la workstation? E più nello specifico: come si sceglie la workstation giusta per fare render e modellazione 3D? Continua a leggere e lo capirai, in più troverai 3 bonus finali che ti sorprenderanno.

Piccolo disclaimer

Ci tengo a precisare che non sono un tecnico informatico e nemmeno uno di quei “fanboy” che crede nell’acquisto compulsivo, né penso che sia indispensabile correre all’acquisto dell’ultima componente appena uscita sul mercato.

Sono uno di quelli che crede fermamente che bisogna saper utilizzare gli strumenti che si ha a disposizione nel miglior modo possibile: tutto questo sito/blog e tutti i lavori proposti all’interno di esso sono stati realizzati con il mio fedele laptop ASUS N751JX, un laptop di ormai 5 anni che si avvia (spero il più in là possibile) verso la fine della sua carriera.

Altra cosa doverosa da dire è che nell’articolo troverete dei link in affiliazione con lo store Amazon.

“E cosa diavolo significa?!”

Semplicemente che cliccando su uno di questi link proposti ed effettuando un acquisto sul sito di Amazon, mi verrà riconosciuta una piccolissima percentuale di commissione, ma niente panico!

Questo non comporta nessunissima maggiorazione sul prezzo finale del prodotto, ma è un piccolo modo per aiutarmi a mantenere il blog online ed aggiornato.

Quindi vi ringrazio di cuore e vi auguro una buona lettura!

Amazon Prime

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La workstation universale

Mi spiace deluderti, e distruggere l’umore così in maniera cruenta: questo non è possibile.

La workstation perfetta, valida per ogni utilizzo, quella che faccia tutto compreso editare video in 8k e allo stesso tempo giocare agli ultimi titoli del momento, semplicemente, non esiste. Ed è questo che cerchiamo di spiegare anche in 3DWS quando ci richiedono questo

Mi spiego meglio.

Esiste solamente la macchina più idonea alle nostre necessità, e questo ci obbliga inevitabilmente a fermarci un attimo a ragionare su quali esse siano.

Fondamentalmente bisogna partire rispondendo a 3 quesiti di base:

1 - In che ordine di grandezza lavori?

Occuparsi di product design è molto diverso dal lavorare in uno studio che si occupa di masterplan a scala urbanistica oppure di interior design

Cambiano notevolmente i software utilizzati ed i processi di creazione, ma soprattutto il numero di elementi da gestire: basti solo pensare alla differenza di poligoni che definiscono il modello 3D di un oggetto di arredo e quelli che potrebbero definire un intero lotto urbano.

E questo ci porta al secondo punto fondamentale.

2 - Quali software deve gestire la tua workstation?

Questo è uno dei punti cardini per la scelta della macchina da creare.

Bisogna inevitabilmente capire se stai individuando i componenti per creare una macchina da utilizzare solamente per il rendering, oppure vorrai adoperarla anche per la modellazione?

Sarà una macchina dedicata alla post produzione di immagini e video oppure una macchina in grado di effettuare modellazione parametrica e calcolo strutturale?

Come vedi esistono diversi ambiti di applicazione e non tutti necessitano di workstation potenti per portare a termine il proprio compito.

Io ad esempio con il mio notebook riesco tranquillamente a gestire tutti i processi di modellazione 2D oppure in Revit BIM. Ma riesco anche ad utilizzare Rhinoceros 3D e alcuni processi di editing con la Suite di Adobe. Ovviamente con alcuni compromessi.

Ovviamente per i render la storia cambia drasticamente e quindi tocca farmi furbo e sfruttare in maniera intelligente la macchina che ho a disposizione.

3 - Che motore di rendering utilizzi?

Se già ti occupi di computer grafica e rendering sai perfettamente di cosa sto parlando. Altrimenti non preoccuparti, mi spiego meglio.

 C’è differenza tra i vari motori di rendering, ce ne sono di diversi tipi e possono essere distinti in tre grandi famiglie:

  • motori basati su CPU (central processing unit – ossia processore)
  • motori basati su GPU (graphics processing unit – ossia scheda grafica)
  • motori di render ibridi CPU-GPU.

In base alla risposta data a questa domanda sarà possibile scegliere accuratamente i vari componenti della nostra workstation, e valutare quindi quali siano gli elementi che richiederanno maggior investimento economico.

Una volta data risposta a queste domande, ti renderai conto che avrai già un’idea molto più chiara di come andare ad individuare i componenti della tua workstation per renderizzare al meglio.

Nei paragrafi successivi ti offrirò dei riferimenti per scegliere le tre componenti principali che inevitabilmente andranno a costituire la tua workstation.

Parleremo di CPU, di GPU e di RAM (random access memory – memoria ad accesso casuale) da valutare per la gestione di render di interior ed exterior, come quelli che realizzo io e puoi vedere in questa pagina.

Cosa cambia fra motore CPU e GPU?

Fondamentalmente il risultato ottenibile potremmo dire che è identico, l’unica cosa che cambia è il mezzo attraverso il quale questo viene ottenuto, puoi trovare alcuni esempi in questa sezione del mio sito.

Alcuni software, come ad esempio Corona Renderer V-Ray for C4D, applicano l’intero carico di lavoro di rendering al processore (CPU).

Altri motori invece, come FStorm e Lumion, vanno a caricare di lavoro la GPU della nostra workstation. Per questo motivo spesso troviamo più di una scheda video all’interno delle macchine che utilizzano questi software, in modo da ripartire il carico di lavoro ed ottimizzare tutto il processo.

Questo tipo di elaborazione GPU ha preso notevolmente piede negli ultimi anni, basti pensare agli enormi passi avanti fatti nel raytracing in tempo reale.

Questi tipi di software GPU based però, a mio avviso, per l’ambito architettonico hanno delle limitazioni tutt’ora abbastanza fastidiose.

Un motore di rendering GPU dipende in maniera imprescindibile dalla memoria fisica presente sulle schede video, e per forza di cose sarà necessario installare schede di un certo calibro.

Occorre precisare infatti che in entrambe le situazioni nel momento in cui viene “lanciata” l’elaborazione di una scena, essa verrà caricata all’interno della RAM.

La differenza è che nei motori CPU based verrà impiegata la RAM installata al di sopra della scheda madre, mentre nei GPU based verrà utilizzata la V-RAM, ossia la memoria dedicata della GPU.

Gioco forza se ne deduce che maggiore sarà la RAM (o la V-RAM) a dispozione e maggiore sarà la complessità delle scene che la nostra workstation sarà in grado di gestire.

Nel caso dovesse mancare spazio utilizzabile la nostra macchina rischia inevitabilmente di andare in blocco o, nei casi peggiori, in crash (con conseguente perdita di salute psicofisica che ti nominavo all’inizio).

“Quindi Andrea mi stai dicendo che basta avere RAM o VRAM per risolvere il problema?”

Sì e no, infatti come in molte cose la risposta è dipende.

Essendo i motori GPU based strettamente legati alla memoria V-RAM, dovremmo avere a disposizione schede video messe in parallelo tramite tecnologia NVLink e con una sufficiente disponibilità di memoria.

Bisogna tener in conto che, ad eccezione delle nuove GTX della serie 3000, appena uscite e già introvabili, una sola scheda video di fascia alta dispone di una decina di GB circa di V-RAM (ad esempio la GTX 2080ti ne ha 11GB).

Molto probabilmente questa da sola non sarà in grado di gestire modelli abbastanza complessi, che invece un motore CPU saprebbe elaborare molto più agevolmente.

Altro possibile limite dei motori di render GPU è che si rischia di non veder supportata parte dei plugin e di alcune mappe, ho letto che questo potrebbe accadere in alcune estensioni di 3DS Max, anche se non ne ho l’assoluta certezza. 

Altro elemento critico dei GPU-based? Le temperature!

Aspetto critico per qualsiasi workstation di rispetto. Le temperature di esercizio infatti sarebbero decisamente maggiori andando a sovraccaricare una componente. Ancor di più nel caso di schede video in parallelo, che genererebbero molto calore e di conseguenza più rumore dato che il sistema di raffreddamento lavorerebbe maggiormente.

Un enorme pro dei sistemi GPU-based, e questo va assolutamente riconosciuto, è la semplicità di upgrade.

E’ molto più semplice infatti sostituire una scheda video invece di un processore, ancor più se si sta parlando di una workstation con raffreddamento a liquido custom.

Le cose si complicano se ad esempio la scheda madre ha un socket (connettore della CPU) particolare, che ad esempio non sarà compatibile col processore che hai individuato, oppure ancora se si vorrà aggiungere una GPU in parallelo ma la scheda madre non ne supporta altre: ciò comporterà inevitabilmente l’acquisto anche di una nuova scheda madre.

“Mio Dio Andrea, non mi stai facendo capire nulla!”

Lo so, lo so! Non preoccuparti, sembra che stia delirando o parlando arabo ma fra poco capirai meglio cosa intendo.

andrea ursini CPU workstation per render

La CPU: il cervello della nostra workstation!

La scelta della CPU probabilmente è quella che graverà di più sulla riuscita di tutta la workstation, e sarà ancor più importante se adoperi un motore di render CPU based (come faccio io con Vray for C4D e Corona)!

In base al modello di processore infatti verrà  la scheda madre con socket compatibile, che dovrà ospitare a sua volta sufficiente RAM da gestire i calcoli  di software CPU-based.

Però facciamo attenzione, a meno che non si abbia nessun limite di budget (e questo è una fortuna delle volte), scegliere il processore più “potente” sul mercato non è detto che sia la scelta più logica!

Anche perchè la parola “potente” vuol dire tutto e niente.

Con questo ragionamento infatti mi ricollego a quanto detto all’inizio: qual’è l’utilizzo che farai della tua macchina? Ci farai solo rendering? O modellazione? Oppure farai entrambe le cose?

Queste domande, come ti dicevo anche prima, sono fondamentali per la scelta delle componenti, e ti spiego in maniera spicciola perchè:

  • SOLO RENDERING: per un software CPU-based la cosa fondamentale in fase di elaborazione di un render sono il numero di core e thread e non tanto la frequenza dei singoli core
  • SOLO MODELLAZIONE: viceversa in questo caso sarà necessaria una buona frequenza di esercizio dei singoli core. Perchè? Parlando in maniera semplificata: la frequenza di un processore influisce direttamente sulla velocità di calcolo della workstation e sulla fluidità delle sue operazioni

Valutanto però le opzioni sul mercato ci rendiamo conto di avere l’imbarazzo della scelta: confusione totale tra numeri vari, sigle ovunque e soprattutto la domanda degli ultimi decenni: meglio AMD o INTEL?!

Eh eh eh, io ho la mia personale idea, ma purtroppo in questo articolo non troverai la mia opinione, ma ti regalerò 3 chicche alla fine.

“Quindi che si fa? Come lo scelgo questo processore?”

Molto banalmente bisogna trovare il giusto compromesso.

Nella maggior parte dei casi la nostra sarà una workstation sulla quale svolgeremo modellazione, rendering e post produzione.

La scelta ricadrà sulla giusta quadra tra budget a disposizione, numero di core, e frequenza di esercizio del processore.

Io ad ora aspetterei l’uscita dei nuovi processori AMD della serie 5000, in modo da vedere cosa offrono e a che prezzo, e soprattutto valutare come varierà il prezzo dei loro processori Threadripper 2990WX oppure Ryzen 9 3950X.

Il discorso cambia se hai intenzione di costruire una workstation per render GPU

Gran parte dei software che utiliziamo nel lavoro da progettisti non necessita di un numero spropositato di core, scegliere un processore da 32core ha ben poco senso. Ha molto più senso individuare delle CPU con frequenze in single core molto più alte a discapito del numero di core fisici.

La cosa davvero fondamentale per questo tipo di workstation sono le PCIE Lanes che il processore è in grado di gestire.

Parlo del numero delle linee di comunicazione che la CPU impiega per comunicare con un hardware connesso alla scheda madre, ossia solitamente le GPU e le schede SSD M.2. 

Ogni processore ha un numero ben preciso di connessioni che è in grado di gestire, e per far lavorare una GPU in maniera idonea servono almeno 16x PCIE 3.0-Lanes.

Ad esempio il Threadripper 2990WX indicato sopra riesce a gestire ben 64x PCIE 3.0-Lanes, ossia sarebbe in grado di gestire ben 4 schede grafiche in parallelo. 

Che figata vero?

Però questo processore ha ben 32core e 64Thread, ed è decisamente sovradimensionato per una macchina GPU based. Resta però una bomba di processore!

Ma continua a leggere e vedrai cosa ti propongo. Il pezzo forte deve arrivare.

andrea ursini GPU workstation setup

La GPU perfetta per la tua workstation

Spero di non averti annebbiato il cervello fino a questo punto. Ammetto che in questa parte sarò veramente breve ed affronterò il discorso in maniera abbastanza generale, dato che ultimamente il mercato delle GPU è in fermento e ci sono, apparentemente, numerose novità in uscita nei prossimi mesi.

Ritorniamo però al discorso workstation per render, affrontando in questa sezione la seconda componente fondamentale della nostra macchina: la scheda video.

Come già accennato prima, se si sta creando una macchina che utilizzi software di rendering GPU based il concetto fondamentale di base è che: più schede video abbiamo, e quindi più “potenza” di elaborazione grafica e VRAM abbiamo in gioco e meglio è.

Nella fattispecie più frequenza CUDA core avranno le nostre schede grafiche e meglio è, valutando nella maggior parte dei casi l’impiego di schede video multiple in parallelo.

NB: mettendo le schede video in parallelo, non si andrà ad ottenere un valore di VRAM pari alla somma delle singole schede video. Si otterrà invece un sistema equivalente avente la VRAM della scheda video col più basso valore presente nel tuo sistema, quindi occhio! L’unica tecnologia in grado di sommare il valore della VRAM è quella chiamata NVLink, disponibile ad esempio sulle GeForce RTX 2080 e 2080Ti.

Come vi dicevo prima, la funziona principale della scheda video è quella di gestire le informazioni in arrivo dal processore, attraverso la scheda madre, elaborarle in maniera fluida ed efficiente, e trasmetterle attraverso i canali di uscita sul nostro monitor.

In alcuni software CPU based però le schede video eseguono anche delle funzioni integrate in alcuni motori di render (come per V-Ray Next e Corona Renderer).

Se sei un utente che adopera software e motori di render CPU based, beh ho una ottima notizia per voi: la scheda video non dovrà essere necessariamente al top di gamma e all’ultimo grido! (Utenti GPU-based, con i prezzi che vedo in giro, vi porto nel cuore)

Per voi infatti, la gestione delle viewport può essere affidata ad una GPU più datata e basic come una GeForce RTX 2060 Advanced Edition da 6Gb oppure anche unaGeForce RTX 1660 Super.

Se invece hai anche intenzione di usare la workstation per editing di video oppure per rilassarti in qualche sessione di gaming, alzerei l’asticella ugualmente almeno ad una RTX 2070 Super.

Detto questo, per quanto mi riguarda, nonostante gli enormi passi avanti delle case produttrici in ambito GPU, mi sento di consigliare vivamente l’impiego di sistemi CPU based.

Andando ad ottimizzare la macchina in funzione di quest’ultimo elemento e non in funzione delle schede grafiche, benchè esse siano più semplici da sostituire per un upgrade.

andrea ursini RAM workstation

RAM: quanta ne metto?!

Bene bene bene, spero siate ancora svegli e pimpanti, perchè stiamo per arrivare alle chicche che vi propongo alla fine di questo articolo.

Quest’ultimo paragrafo sarà davvero breve, perchè la RAM è quella cosa che più ce n’è e meglio è.

Dico questo perchè è fondamentale fare da spalla ad un processore di buona fattura, ed è una componente indispensabile per la gestione di processi e progetti complessi.

perciò il mio consiglio a riguardo è questo: non siate tirchi sulle memorie RAM ed aggiungetene quanta più possibile, qui potete trovare le migliori sul mercato.

Allo stato attuale risulta impensabile lavorare in ambito architettonico e, più in generale, nella modellazione 3D con meno di 16GB.

Anzi ti dirò di più, 16GB sono davvero pochi per poter lavorare agevolmente con modelli complessi da renderizzare.

Quindi il mio personale consiglio è: se volessi creare rendering in tranquillità per i prossimi anni, parti almeno da 32GB e sarai sicuro per un po’ di tempo, dopo di che alzerai eventualmente il tiro anche a 64GB o 128.

Dico questo per un semplice motivo: i software di oggi sono davvero voraci in termini di memoria, e finirli tutti subito dopo aver premuto il pulsante “Render” è un batter d’occhio.

Solo un’accortezza: nel caso tu voglia utilizzare delle CPU di AMD occhio alla compatibilità con le memorie!

Verifica le compatibilità sul loro sito ed assicurati di avere delle frequenze di esercizio adeguate per il tuo processore.

le prestazioni delle CPU AMD sembrano migliorare esponenzialmente all’aumentare delle frequenze della RAM. Quindi, considerando il rapporto prezzo/prestazioni, ti consiglio di andare almeno intorno ai 3200MHz.

Ecco il regalo che ti avevo promesso

Di seguito ti propongo quelle che secondo me sono delle buone configurazioni di partenza per delle workstation per rendering CPU-based.

Le dividerò in 3 categorie di prezzo, dalla più economica alla più performante. Inserirò le configurazioni con processori Intel (in azzurro) o AMD (in rosso) e nella sezione “Modello” troverai i link diretti allo store Amazon per l’acquisto.

Configurazione LOW-BUDGET

COMPONENTE

  • Scheda madre per CPU INTEL
  • CPU INTEL (6c/6t)
  • RAM 16Gb DDR4 
  • Scheda madre per CPU AMD
  • CPU AMD (6c/12t)
  • RAM 16Gb DDR4
  • Dissipatore
  • Scheda Video 4Gb GDDR5
  • SSD M.2 500Gb
  • HDD 1Tb 7200rpm
  • Alimentatore 650W
  • Case

Totale configurazione Intel: 1040€

Totale configurazione AMD: 869.85€

Configurazione MID-BUDGET

COMPONENTE

  • Scheda madre per CPU INTEL
  • CPU INTEL (8c/16t)
  • RAM 64Gb DDR4 
  • Scheda madre per CPU AMD
  • CPU AMD (12c/24t)
  • RAM 64Gb DDR4
  • Dissipatore
  • Scheda Video 8Gb GDDR6
  • SSD M.2 1Tb
  • HDD 1Tb 7200rpm
  • Alimentatore 750W
  • Case

Totale configurazione Intel: 1561€

Totale configurazione AMD: 1431€

Configurazione HIGH-BUDGET

COMPONENTE

  • Scheda madre per CPU INTEL
  • CPU INTEL i9 (10c/20t)
  • Scheda madre per CPU AMD
  • CPU AMD (16c/32t)
  • Dissipatore
  • RAM 128Gb DDR4 3200MHz
  • Scheda Video 16Gb GDDR6
  • Collegamento SLI
  • SSD M.2 1Tb
  • HDD 2Tb 7200rpm
  • Alimentatore 1000W
  • Case

Totale configurazione Intel: 3724€

Totale configurazione AMD: 3252€

In conclusione

Abbiamo visto cosa bisogna valutare per andare a costruire la nostra workstation. Ti ho elencato quali sono le componenti principali e come analizzarle.

Ti ho proposto tutta una serie di componenti di riferimento, sia nei vari paragrafi, sia in questi set-up conclusivi.

Ci tengo a precisare che i prezzi ovviamente potrebbero subire variazioni, ma ti ricordo che ogni singola componente può essere cambiata in base alle tue esigenze.

Per questi motivi, se hai intenzione di costruire la tua prima workstation ti consiglio di tenere sotto controllo questo link.

Se invece hai già selezionato tutti i pezzi, e la tua workstation è in fase di assemblaggio, ti consiglio di dare un’occhiata a questo mio articolo dove ti spiego come scegliere il giusto monitor (clicca qui).

Spero che questo articolo ti sia piaciuto, e soprattutto che ti sia stato utile. Nel caso condividilo pure a chi vuoi.

Per qualsiasi chiarimento o suggerimenti, non esitare a contattarmi qui oppure attraverso i miei canali social.

Ti auguro buoni render!

Un saluto,

Andrea

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2 commenti su “La workstation per fare render? Ecco la mia guida.”

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